Programma Elettorale Ciro Lomonte Sindaco

Elezioni amministrative 2022 – Sindaco Comune di Palermo
Programma elettorale del candidato arch. Ciro Lomonte
Siciliani Liberi – Popolo della Famiglia – Con Paragone Palermo non molla mai
Ciro Lomonte Sindaco

Palermo sia fiera di Palermo!

Ciro Lomonte candidato sindaco di Palermo

Programma per le amministrative del 2022

«Penetriamo nuovamente in epoche

che non aspettano dal filosofo

né una spiegazione né una trasformazione del mondo,

ma la costruzione di rifugi

contro l’inclemenza del tempo».

Nicolás Gómez Dávila

PREMESSE GENERALI

Un buon governo democratico può essere originato da una valida visione dell’uomo, ben fondata e ampiamente condivisa. È una corretta antropologia quella che manca spesso oggi. Le convinzioni distorte sull’essere umano sono alimentate artificiosamente – con la scusa di un avanzamento indefinito verso “le magnifiche sorti e progressive” – dai burattinai di un mondo governato dalla finanza, sempre più lontano dall’economia reale.

Il mito del progresso è frutto del razionalismo. La realtà storica è diversa. A volte si va avanti, altre volte indietro. Per es. noi non sappiamo ancora come è stata realizzata dai Romani la cupola del Pantheon.

Per liberare le persone dalle nuove forme di schiavitù occorrono nuove alleanze tra tutti coloro che osservano la realtà con occhi limpidi. Si tratta di fare appello alla ragione ed al buon senso, più che alle diverse confessioni religiose. La nostra epoca è infatti caratterizzata da una babele di linguaggi, che rende necessario lo sforzo di intendersi sulle stesse parole, spesso impiegate con significati diversi – a volte impropri – per descrivere i medesimi fenomeni.

Motivazione della candidatura

Il partito “Siciliani Liberi”, che nel 2017 aveva già suscitato grandi speranze in tante persone tentate dall’astensionismo, torna a presentarsi alle elezioni comunali con un accordo elettorale con il gruppo politico civico “Con Paragone Palermo non molla mai”, collegato a “Italexit”, e con il “Popolo della Famiglia”.

L’urgenza di salvare la Sicilia dal rischio di morire di inedia, per il continuo saccheggio delle risorse dell’Isola ad opera dello Stato italiano, rende opportuna, strategicamente, la partecipazione alle amministrative di giugno 2022. È un gesto necessario per dare almeno rappresentanza politica nelle istituzioni a nuove forze politiche non legate al sistema parassitario e sclerotizzato dei partiti italiani, nonché per garantire ai siciliani un futuro di sviluppo autentico, centrato sulla valorizzazione delle proprie risorse.

Il Comune di Palermo, Capitale della Sicilia e fulcro dell’omonima città metropolitana, rappresenta un obiettivo intermedio importante per la il riscatto dell’intera Sicilia.

Nel marzo del 1282 Palermo diede il rintocco al quale seguì poco dopo il risveglio di tutta l’Isola, con la Rivoluzione del Vespro. Ancora una volta, Palermo può dare oggi quel segnale che, pochi mesi dopo, alle elezioni regionali, consentirà finalmente un ricambio politico epocale per la Sicilia intera.

Il complesso del baco da seta

Dicono che il baco da seta, poco prima di uscire dal bozzolo, trasalisca per il timore della nuova vita da farfalla che lo attende. Nei Siciliani questo complesso di non farcela da soli è stato indotto subdolamente dai conquistatori Sabaudi, perché a loro serviva la nostra seta, mica potevano permetterci di avere una vita nostra. Eppure da migliaia di anni era sempre stato così, neppure i “dominatori” stranieri si erano comportati da colonizzatori, come avrebbe fatto il Regno d’Italia. La genialità siciliana si era sempre potuta esprimere con libertà.

Il dibattito politico attuale è caratterizzato dalla radicalizzazione di temi marginali. Morte le ideologie, i partiti si differenziano l’uno dall’altro non per la scelta di soluzioni di governo più o meno contrapposte, bensì per l’uso strumentale di temi etici che distraggano gli elettori dal processo graduale in atto di eliminazione della sovranità popolare.

Serve un progetto costruttivo per la Sicilia e per far rinascere Palermo come Capitale del Mediterraneo. La morte delle ideologie non vuol dire che, in Italia, i partiti abbiano smesso di conculcare le libertà individuali e sociali per mezzo di un dirigismo oppressivo. Solo che oggi questo dirigismo, anziché con gli strumenti dello statalismo tradizionale, si manifesta attraverso la presenza di tecnostrutture apparentemente invisibili, spesso internazionali, come l’Unione Europea la cui impostazione burocratica e dirigista è oggetto di forte critica condivisa con Italexit, che utilizzano gli Stati solo come i propri strumenti di dominio, per certi versi ancor più totalitari. Negli ultimi due anni questo dirigismo è sfociato in un totalitarismo appena dissimulato, che ha preso di mira la libertà individuale, la piccola impresa, la famiglia. Da qui, come vero fronte di resistenza, l’incontro con “Il Popolo della Famiglia” e “Italexit” nell’aspirazione a costituire intanto un fronte di opposizione comune. Ci vogliono, infatti, amministratori al servizio della libera iniziativa dei cittadini, ad ogni livello: economico, politico, culturale. Bisogna basarsi tanto sul principio di sussidiarietà verticale, secondo il quale l’ente superiore non soffoca la libertà di quello inferiore, intervenendo solo quando quest’ultimo non è in grado di soddisfare da solo le proprie necessità, quanto su quello orizzontale, dove il “pubblico” interviene solo quando il “privato”, soprattutto il mercato, fallisce, ma arretra quando la società civile (le associazioni, le famiglie, la piccola e media iniziativa economica privata in particolar modo) è in grado di rispondere al meglio alle esigenze della società senza pericolosi progetti di “ingegneria sociale” sopra la testa delle persone.

Per quanto riguarda la “mafia”, che a detta di molti condizionerebbe qualunque aspetto della nostra vita economica e sociale, uno dei modi migliori di combatterla è far crescere l’offerta di lavoro onesto in Sicilia. Siamo grati ai tanti eroi, Siciliani e non, che hanno permesso di cambiare l’atmosfera di connivenza diffusa che si respirava fino a vent’anni fa. Nutriamo qualche dubbio sull’efficacia di un certo tipo di antimafia, quella che si trasforma in realtà autoreferenziale. In quel caso essa non riesce ad estirpare la zizzania, anche perché sembra quasi alimentarsi del confronto manicheo con essa. Il malaffare va sostituito con l’affare. In Sicilia come altrove.

Se la mafia non è stata mai sconfitta è perché essa è parte integrante del sistema di potere dello Stato Italiano e strumentale allo sfruttamento coloniale della Sicilia. Diceva Rocco Chinnici: «prima di occuparci della mafia del periodo che va dall’unificazione del Regno d’Italia alla prima guerra mondiale e all’avvento del fascismo, dobbiamo brevemente, ma necessariamente, premettere che essa come associazione e con tale denominazione, prima dell’unificazione non era mai esistita, in Sicilia. La mafia nasce e si sviluppa subito dopo l’unificazione del Regno d’Italia».

La capitale ritrovata e il suo popolo

Palermo è la quinta metropoli dell’intera Repubblica Italiana, la più grande di Sicilia. Altro discorso, da valutare con attenzione, è che sia il centro di una delle città metropolitane che sostituiscono le Provincie. Le questioni da affrontare per la rinascita di quella che è stata la capitale del Regno di Sicilia sono molteplici.

Più che un generico impegno per la cultura come risorsa, occorre promuovere iniziative concrete idonee al recupero di una profonda identità cittadina, l’orgoglio di essere palermitani al di fuori degli stereotipi funzionali ai conquistatori unitari. La conoscenza della propria storia renderà più liberi i cittadini. Gran parte del lavoro sarà già fatto se i palermitani coglieranno la reale bellezza del proprio territorio e di conseguenza vorranno difenderlo e migliorarlo.

Palazzo Lampedusa

L’urgenza di recuperare l’identità riguarda gli italiani in genere e passa attraverso la correzione degli errori linguistici. Basta leggere il brano che segue per rendersi conto che oggi in Italia si definisce “palazzo” qualsiasi casermone anonimo, rivelando un’inaccettabile indifferenza nei confronti del saccheggio indiscriminato di uno dei territori più belli del mondo.

«La casa (e casa voglio chiamarla e non palazzo, nome che è stato deturpato appioppato come è adesso ai falansteri di quindici piani) era rintanata in una delle più recondite strade della vecchia Palermo, in via Lampedusa al n. 17, numero onusto di cattivi presagi ma che allora serviva soltanto ad aggiungere un sapore sinistro alla gioia che essa sapeva dispensare».

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, I racconti, Feltrinelli, Milano 2005, Infanzia, I luoghi, p. 39.

Identità che a sua volta passa da cose ben concrete da mettere in agenda politica e amministrativa. A titolo evocativo ricordiamo almeno la stessa struttura urbana, i luoghi-simbolo, il rapporto con le burocrazie regionali e statali ubicate a Palermo, gli “eventi” culturali che richiamino a questo ruolo, le “istituzioni culturali” che a Palermo hanno o dovrebbero aver sede e, non certo ultima, la toponomastica, di cui sarebbe bene progettare una generale eversione da quella “coloniale” che ci è stata imposta, sia pure senza estremismi (si pensi, almeno, alla dedica di una via a Nino Bixio, noto criminale di guerra, o a Francesco Crispi, macellaio di contadini siciliani, o al “falso storico” del Corso Vittorio Emanuele, che ha avuto nomi ben più pertinenti come Cassaro o Via Marmorea).

L’architettura come ricchezza

A Palermo va ridisegnato il tessuto di strade, piazze e case della città in un piano di lungo termine che abbia un preciso disegno identitario, funzionale, economico, sociale ed estetico.

Un tempo erano i Principi ad abbellire le città. Ma anche i Comuni o le Città demaniali ci riuscivano. Oggi c’è bisogno di una cittadinanza orgogliosa ed unita. Alle condizioni attuali, un uomo solo al comando non è capace di realizzare questo sogno. C’è bisogno di una squadra, il sindaco di Palermo – primus inter pares – deve essere capace di collaborare per realizzare un qualsivoglia sogno per questa città, che tutti quanti dei vecchi partiti hanno condannato ad una morte lenta e dolorosa.

La pianificazione urbanistica può essere uno strumento di sviluppo economico, all’insegna del criterio dei “dieci minuti a piedi”, vale a dire di quartieri e borgate autosufficienti di quasi ogni servizio, pubblico o privato. L’autosufficienza dei piccoli centri di cui si compone la grande città di Palermo, attraverso la rivalutazione dei Quartieri, dentro le anonime e ampie “Circoscrizioni”, e forse anche di rioni e borgate dentro quelle, come unità minime di progettazione urbana, consentirà anche una maggiore identificazione dei palermitani con il proprio centro abitato, e quindi un maggior senso civico, un maggiore coinvolgimento del “popolo”, oggi “ghettizzato” in borgate dormitorio, abbandonate, degradate, fatiscenti, sporche, domani fatto da “cittadini a pieno titolo”, con il recupero della legalità e della vivibilità nelle diverse borgate. Si tratta di una vera e propria “rivoluzione copernicana”: fino ad oggi il Comune ha privilegiato solo il tessuto connettivo tra queste borgate, occupato da strade ortogonali e da anonimi fabbricati in cemento armato, da ora in poi si dovrà, dove possibile, recuperare progressivamente al verde questo tessuto connettivo e valorizzare invece le arterie stradali tradizionali della Conca d’Oro (come meglio specificato più avanti), i sessanta paesini circa, con la loro piazza, il loro mercato alloggiato sotto eleganti coperture metalliche, la loro chiesa madre, il loro piccolo municipio, ove possibile, i loro centri di aggregazione sociale, favorendo una nuova edilizia di recupero, in linea con quella tradizionale, con materiali resistenti al tempo.

Saranno necessari molti anni e molte risorse. Questa sindacatura potrà segnare solo l’inizio di un’inversione di tendenza che ponga rimedio a danni urbanistici ormai secolari. Ma subito emergerà la nuova vocazione urbanistica della Metropoli.

Un altro criterio – a proposito di risorse – è quello della cooperazione tra pubblico e privato, riducendo drasticamente – per quanto possibile – la percentuale di spesa pubblica improduttiva nel settore edilizio. Un altro criterio è, come sopra accennato, quello del recupero e dell’espansione delle aree verdi della Conca d’Oro.

Ci vuole una maggiore dose di coraggio per rigenerare le periferie, in particolare le aree di edilizia economica e popolare. Trovare destinazioni d’uso adeguate al Centro Storico omogeneo più grande d’Europa, la cui pedonalizzazione è un bene solo se accompagnata da un sistema di trasporti pubblici e di parcheggi dimensionati allo scopo. Ripristinare nella misura del possibile il sistema radiale di strade che uscivano dalla città preindustriale. Elaborare una tipologia architettonica coerente con la tradizione palermitana, in modo da conferire un carattere nettissimo alla “forma urbis” generale. L’architettura è l’immagine di un popolo e di una società.

Palermo è – come si è detto – una città costituita da tante piccole città. Facciamo il caso di Danisinni che, com’è noto, è un’enclave più unica che rara nel territorio palermitano. Aperta solo da un lato alla rete viaria e circondata da campi coltivati oltre che da un costone di roccia, funziona come un paesino isolato dalla città, pur essendo dentro la città. Gli elementi di rilievo sono la chiesa ipogea – recuperata grazie ad un campo di lavoro organizzato da un gruppo coordinato dall’arch. Lomonte nel 1993 – e il lavatoio ottocentesco.

Si dovrebbero recuperare gli edifici di maggiore qualità; abbattere la scuola pericolante al centro della piazza, valorizzando la sorgente d’acqua; introdurre servizi essenziali per gli abitanti; pubblicizzare gli elementi singolari del quartiere per attrarre sempre più turisti, estendendo l’itinerario siculo normanno.

Un discorso analogo va fatto per le numerose borgate nate sul perimetro della città. Costituiscono un patrimonio di storia degli insediamenti lungo le strade da e per Palermo. Andrà valutato caso per caso in che misura allargare la sezione delle strade, divenute troppo piccole, e migliorare l’edilizia “elencale”, che non sempre consente la realizzazione di appartamenti dignitosi.

Una città accogliente

Qualcuno ha detto che sogna più artigiani e meno camerieri. Il turismo di massa è discontinuo oltre a non apportare ricchezza diffusa. Serve invece avere potenti attrattori che rendano più significativa anche la visita al nostro patrimonio artistico, con un intreccio di relazioni innovativo.

Occorre favorire la diffusione del sistema “casa e putia”, le strade dell’artigianato e dei mestieri, non solo nel Centro Storico. Va incoraggiato il consolidamento dei centri commerciali naturali, molto più belli e integrati nel territorio dei grossi centri commerciali nati in città e dintorni, copia sbiadita di realtà analoghe che stanno conoscendo un progressivo declino. Da salutare con sollievo, dato che essi rastrellano moneta da portare altrove e lasciano in città i magri stipendi di tanti part time.

A Palermo manca tuttora un Palazzo dei Congressi da almeno 5.000 posti. Il fronte a mare deve tornare ad essere in armonioso connubio con la città e offrire spiagge e porticcioli attraenti. A questi interventi di tipo esemplificativo se ne aggiungono naturalmente molti altri.

In ogni caso Palermo, città d’arte, è un forziere traboccante di un tesoro dal valore inestimabile. La valorizzazione, anche economica, della fruizione di questo patrimonio, anche per mezzo di una “regia” che destini i flussi turistici, oltre che ai più noti e maggiori monumenti, a quelli a torto considerati “minori”, distribuendoli fra questi, il ritorno sarebbe di triplice natura: per la gestione, manutenzione, conservazione e restauro dei monumenti stessi; per l’indotto nel territorio, in termini turistici, commerciali e di servizi; per il Comune stesso, che potrebbe trarre dalla co-gestione, insieme ai privati e agli imprenditori del turismo, una rilevantissima fonte di finanziamento di natura patrimoniale che – in tempi di risorse scarse – potrebbe essere di grande rilevanza.

Per quanto riguarda l’indotto “commerciale” Palermo è in grado, con le proprie maestranze, di offrire al turista una produzione di altissimo pregio che non sia il solito gadget prodotto su scala industriale, magari “made in China”, che può trovarsi in qualunque altra parte al mondo.

La famiglia al centro

Palermo registra due preoccupanti fenomeni: calo demografico ed emigrazione. Abbiamo ritenuto, concordemente con il Popolo della Famiglia, che bisogna far ruotare diverse iniziative politiche attorno alla famiglia, in virtù del ruolo cruciale che essa gioca nello stato di salute economica della città e della nazione, di cui concorre a determinare di volta in volta prosperità o decrescita.

Le famiglie sono importantissimi protagonisti del mercato: consumano continuamente beni e servizi tra i più disparati per sussistere, per metter al mondo i figli e per allevarli. Le difficoltà in cui versano oggi le famiglie siciliane sono sotto gli occhi di tutti: esse sono sempre più povere, sempre di meno e con sempre meno figli. Tale situazione appesantisce ulteriormente la crisi economica dell’Isola: al calo della capacità economica corrisponde infatti una contrazione dei consumi, in un temibile circolo vizioso.

È possibile invertire la tendenza ripartendo da un potente investimento proprio sulle famiglie, tornando a guardarle come vera e propria risorsa economica e non come soggetto debole da difendere con occasionali interventi di tipo assistenzialista. Urge, pertanto, programmare dei veri e propri investimenti spostando le risorse disponibili su interventi mirati a contrastare il calo demografico e a far uscire migliaia di famiglie dalla soglia di povertà: sostegni alle giovani coppie, incentivi alla creazione di posti di lavoro che diano stabilità e certezza, agevolazioni per le spese che riguardano la casa, l’istruzione, i prodotti per l’infanzia, la sanità, consumi domestici, una riorganizzazione del mondo del lavoro in vista di una conciliazione più serena con la vita domestica, una fiscalità che integri un principio di equità non solo verticale (paga di più chi guadagna di più), ma anche orizzontale (quante persone vivono di quel reddito che viene tassato?).

Mettere la famiglia al centro: anche così sarà possibile guadagnare una positiva ricaduta sull’intera vita economica di Palermo. Che sia una città a misura della famiglia, con le agevolazioni fiscali previste dalla legge. Un luogo dove sia possibile mettere al mondo tutti i figli che si vogliono, educarli nel migliore dei modi, usufruire di servizi di alta qualità, accompagnarli alla scelta del lavoro più congeniale alle loro attitudini, liberi dall’ossessione di emigrare.

OBIETTIVI SPECIFICI

L’ECONOMIA CIRCOLARE PER LO SVILUPPO E LA CRESCITA

Il modello di sviluppo che Siciliani Liberi, Palermo con Paragone (Italexit) e Popolo della Famiglia immaginano per il futuro della Sicilia si vuole differenziare da quello che la finanza internazionale e le grandi aziende (multinazionali ma non solo) hanno interesse ad imporre in un mercato che vorrebbero subalterno dal punto di vista sia economico sia culturale. È chiaro che alcune azioni utili sono di competenza di livelli amministrativi più ampi, regionale se non nazionale (pensiamo ad esempio alla Zona Economica Speciale Integrale), ma esistono comunque spunti e proposte che, pur se di ridotto impatto, possono essere portati avanti a livello comunale con un valore reale e tangibile e senza essere solamente un segnale simbolico.

Vogliamo innanzitutto affermare che la pubblica amministrazione può ancora molto, e che le finanze pubbliche soffrono non solo per mancanza di fondi, quanto piuttosto principalmente per colpa dei nostri rappresentanti nelle istituzioni e delle strategie economiche da loro portate avanti, pronte più a rispondere a logiche di partito che a guardare i reali interessi del popolo siciliano.

Basta pensare alla differenza che esiste tra la raccolta erariale in Sicilia, che secondo dati dei Conti Pubblici Territoriali della Agenzia per la Coesione Territoriale ammonta a oltre 33 miliardi, e le spese che la pubblica amministrazione (Stato ed Enti Locali) effettua nel nostro territorio. Tale differenza ammonta a circa 10 miliardi di Euro annuo che di fatto vengono sottratti annualmente alle risorse della nostra regione.

Il comune di Palermo ha un bilancio annuo di circa 2,5 miliardi di Euro. Pur ammettendo che le passate gestioni abbiano lasciato pochi spazi di manovra, e considerando che circa un miliardo di Euro è in qualche modo una partita di giro, rimane pur sempre evidente che alcune cifre del bilancio sono passibili di essere riviste. Oggi Palermo è in condizioni di dissesto appena dissimulato. Gli ultimi 40 anni circa hanno devastato le finanze del Comune e qualunque sindaco dovrà partire dal cumulo di macerie lasciato dai predecessori, quasi avessimo attraversato un periodo di guerra. Tuttavia, le risorse esistenti possono essere indirizzate bene allo sviluppo e tante più quante più saranno generate da una politica favorevole all’insediamento d’impresa.

I Siciliani Liberi, insieme con Italexit e Popolo della Famiglia, vogliono rilanciare in maniera convinta e rilevante il principio che la capacità di produrre sviluppo è principalmente propria delle aziende manifatturiere, in grado cioè di trasformare materia prima o componenti di base in prodotti che abbiano valore aggiunto. Diciamo NO alle grandi opere, ai grandi centri commerciali o agli appalti multimilionari, che tengono fuori le aziende locali, costrette ad accettare lavori in subappalto in cui i guadagni sono esclusivo appannaggio di soliti noti.

Quello che vogliamo sviluppare è il concetto di economia circolare, atta a garantire la lunga durata di vita dei prodotti, la scala ridotta e la dimensione locale delle aziende. Rivalutiamo una innovazione ecosostenibile che porti a prodotti progettati, realizzati e distribuiti con l’idea di rendere possibile il riuso, la riparazione ed il riciclaggio. Tra l’altro questa strategia si lega intimamente al percorso che porta a “rifiuti zero”, da noi sostenuta come unica soluzione realmente definitiva per l’eliminazione del problema dei rifiuti a Palermo.

Vogliamo pertanto individuare e attuare tutte quelle azioni che hanno il potere di agevolare la nascita e lo sviluppo di aziende locali, che si appoggiano ad un mercato territorialmente a loro vicino. Vogliamo raggiungere un duplice vantaggio: dare un ausilio economico a quelle attività che si vogliono sviluppare anche grazie ad un rapporto diretto tra produttore e consumatore, togliendo i costi dovuti alla intermediazione (leggi grande distribuzione), e ridurre il drenaggio economico causato dalla importazione.

La prima iniziativa da attuare è il rafforzamento dello sportello unico per le imprese per consentire agli imprenditori locali di limitare al massimo i danni causati dalla burocrazia. L’idea è quella di affiancare, ad ogni impresa che lo richieda, un tutor appartenente alla pubblica amministrazione, in grado di garantire risposte certe per quanto riguarda gli adempimenti legislativi. Sarà compito del tutor identificare e riportare all’azienda i corretti riferimenti, non solo a livello comunale, ma in genere di tutta la pubblica amministrazione. Dare certezza all’impresa significa togliere un enorme costo alla propria attività. Questa attività tutoriale potrebbe consentire alla pubblica amministrazione di risparmiare sui costi di controllo, proprio grazie al rapporto di collaborazione che si andrebbe ad instaurare.

Allo sportello vogliamo affidare anche il compito di semplificare, ove possibile, le richieste di modifica della destinazione d’uso degli immobili. Alcune limitazioni sono ormai da considerarsi anacronistiche. Le tecnologie attuali consentono di fare impresa nel soggiorno di casa, basta avere un computer collegato ad internet ed un piccolo automa o una stampante 3D. È indispensabile, per il futuro della nostra terra, che questo tipo di scelte siano incoraggiate anziché limitate.

Vogliamo costituire un albo delle aziende che hanno produzione nel territorio comunale o in quello limitrofo (diciamo all’interno dell’area metropolitana). Per essere inseriti in quest’albo sarà sufficiente dimostrare di avere le maestranze, le attrezzature e gli spazi idonei per effettuare la propria attività e dichiarare che il prodotto è di totale proprietà intellettuale dell’azienda. Per intenderci devono essere esclusi i semplici assemblatori di prodotti fabbricati altrove o coloro che producono su licenza di altre aziende.

L’individuazione degli spazi da far utilizzare alle aziende locali (a partire da quelle iscritte all’albo comunale prima citato), potrà consentire un rapporto diretto tra produttore e consumatore che abbia tutte le garanzie della legalità e dell’origine del prodotto. L’utilizzo di questi spazi darebbe anche diritto alle aziende produttrici di ottenere una licenza temporanea e legata al luogo, per la vendita al dettaglio (qualora non ne siano in possesso). L’utilizzo di questi spazi potrebbe essere ripagato tramite la gestione e il mantenimento degli stessi spazi comunali.

Il principio dell’affidamento di sedi alle aziende potrebbe essere anche esteso agli edifici degradati, immaginando un comodato d’uso a tempo determinato, ma comunque abbastanza lungo da garantire lo sviluppo delle attività che si intende svolgere. Questo tipo di comodato d’uso andrebbe rivolto a tutte le aziende, nuove o che intendono estendere la produzione con nuove sedi produttive. Il comodato d’uso non deve essere trasferibile.

Vogliamo infine affermare due principi di buona pratica economica in grado di dare respiro alle aziende in difficoltà. La pubblica amministrazione non deve più consentire che una qualunque attività economica abbia difficoltà a pagare debiti nei suoi confronti se è anche titolare di crediti nei confronti della stessa amministrazione, o anche se questi crediti sono accertati nei confronti di un altro settore della PA.

L’altro principio riguarda gli aiuti alle imprese. Riteniamo che gli aiuti a fondo perduto siano errati nella forma e nella sostanza, oltre che palesemente a rischio di utilizzo delle politiche clientelari. Riteniamo invece estremamente utile che l’amministrazione comunale si faccia carico, in modo diretto o indiretto, del reperimento di fondi destinati allo sviluppo, con interessi estremamente bassi (anche nulli se possibile) e che questi siano distribuiti sulla base di reali piani di impresa. Le somme restituite da parte delle imprese, devono essere rimesse a disposizione, in modo da costruire un circolo virtuoso che faccia da volano allo sviluppo economico della città.

Altra innovazione ancora, che già è in atto in diverse realtà comunali, e che si potrebbe con profitto introdurre anche nella nostra città, è quella del baratto amministrativo.

UNA NUOVA PALERMO CHE GUARDI CON RISPETTO AL SUO GRANDE PASSATO

La pianificazione urbanistica non è un processo standard e nemmeno meccanicistico. Essa è attività riconducibile ad una visione ecologica che contrappone alla conoscenza decontestualizzata e astratta maggiore enfasi sulla conoscenza locale, personale, applicata.

Pertanto fanno parte della pianificazione materie attinenti alla storia dei luoghi, alla sociologia, alla antropologia culturale, alla ecologia e all’ambiente.

Ma può essere, secondo i nostri intendimenti, anche uno strumento di sviluppo economico, all’insegna del benessere sociale. Per questo essa va applicata con criterio e giudizio tecnico consono al fine da perseguire.

In sintesi, le funzioni e gli obiettivi della pianificazione urbanistica sono:

  • promuovere un ordinato sviluppo del territorio;
  • assicurare che i processi di trasformazione siano compatibili con la sicurezza e la tutela dell’integrità fisica e con l’identità culturale del territorio;
  • migliorare la qualità della vita e la salubrità degli insediamenti umani;
  • ridurre la pressione degli insediamenti sui sistemi naturali e ambientali (interventi di riduzione e mitigazione degli impatti);
  • promuovere il miglioramento della qualità ambientale architettonica e sociale del territorio urbano;
  • prevedere il consumo di nuovo territorio solo quando non sussistano alternative.

La pianificazione che intendiamo, noi della Lista “Ciro Lomonte sindaco”, può essere rappresentata nella riscoperta dei valori umani presenti in ogni agglomerato urbano. La città a misura d’uomo non è il solito slogan che vuole, con ipocrisia e falsità, solleticare la sensibilità contemporanea. La città è la terza pelle di ognuno di noi e, come tale, deve poter respirare e non imprigionarci in involucri alieni impostici dall’alto da politiche che hanno solamente interessi di mercato. La città non deve essere una Los Angeles distopica come quella di “Blade Runner” (agglomerati urbani “macchina” confusi, caotici, senza alcuna identità storica e culturale, senza anima e dignità – luoghi “non luoghi” in cui vengono rinchiusi cittadini anonimi e quasi senza volto, come se fossero degli automi). La città, con tutte le sue caratteristiche dimensionali, naturali, storico-ambientali e architettoniche, deve interconnettersi con il cittadino che deve viverla e abitarla. La città è sì fatta di pietre, di asfalto, di cemento, ma soprattutto di uomini, che vivono con le loro esigenze, le loro speranze, la loro richiesta di una migliore qualità di vita. La città ha anche una memoria e questa va rispettata e rivalutata per dare a chi la vive un preciso senso di appartenenza.

La città di Palermo ed il suo territorio, già a partire dal Piano Regolatore del 1885 (Piano Giarrusso), passando per quello del 1962 (Caracciolo, Caronia, Epifanio, Spatrisano, Villa e Ziino), spesso associato al “sacco di Palermo”, sino al vigente PRG del 2002, sono cresciuti senza regole rispettose della Conca d’Oro.

Ecco perché occorre una visione diversa, un nuovo piano regolatore che miri a cambiare radicalmente la città e con essa la vita dei suoi abitanti. Il criterio dei “10 minuti a piedi” è forse il miglior modo di sintetizzare l’idea di una città pensata per l’uomo che la vive, garantendo tutti i servizi essenziali a 10 minuti a piedi da casa nostra.

Immaginare una città composta da borghi (città nella città), ognuno con la propria piazza, il proprio mercato organizzato con strutture eleganti, la propria chiesa madre, il proprio piccolo municipio, i propri centri di aggregazione sociale, il proprio parco giochi, favorendo, ove possibile, una nuova edilizia di recupero, in linea con quella tradizionale, con materiali resistenti al tempo ed eco-compatibili.

Il gruppo “Pianificazione Urbanistica e Ambientale” della nostra lista presenterà alcune scelte/proposte progettuali che potranno consentire una più reale e sostenibile rinascita urbanistica e architettonica di Palermo.

Il gruppo ha suddiviso l’analisi nei seguenti settori:

  1. verde e ambiente;
  2. mare e sistema costiero;
  3. edilizia pubblica e borgate (la città delle città).
  1. Verde e ambiente

Partendo dal dato di fatto, a nostro avviso molto significativo e rilevante, che Palermo è l’unica città d’Europa, se non del mondo, nel cui territorio insistono ben cinque Riserve Naturali Orientate (R.N.O.) quali Capo Gallo, Monte Pellegrino, il Parco Reale della Favorita, la Grotta della Molara e la Grotta Conza, ricadenti tutte nel territorio cittadino, ciò impone la protezione di questo importantissimo patrimonio naturale. Inoltre questa imponente presenza naturalistica ha generato numerosi e relativi Siti di Interesse Comunitario (SIC) e Zone Protette Speciali (ZPS), nonché Siti “Rete Natura 2000” quali: “Monte Pellegrino” (SIC ITA020014), “Raffo Rosso, Monte Cuccio e Vallone Sagana” (SIC ITA020023), “Valle del Fiume Oreto” (SIC ITA020012), “Fondali di Isola delle Femmine-Capo Gallo (ITA 020047 – ITA020006), “Monte Grifone” (ITA020044), Monte Pecoraro e Pizzo Cirina (ITA020049).

Di seguito elenchiamo alcune linee guida per l’ambiente da sviluppare nel prossimo quinquennio.

-Controllare in un unico sistema tutto il verde urbano e il territorio partendo dalle tracce della memoria storica e dagli spunti suggeriti dalle numerose emergenze di pregio naturalistico architettonico e paesaggistico.

Valorizzare e rendere fruibili (a vario scopo) il maggior numero possibile di aree averde.

Restituire ad un uso pubblico, dettato da criteri di sostenibilità,le aree di importanza storica e paesaggistica.

-Ricostruire ilboscoin forma disistema che riconnetta il paesaggio al territorio.

-Questo bosco che dalle falde pedemontane si collega ai grossi sistemi a verde della città come la Favorita il parco d’Orléans, la ex riserva reale di Francesco I di Borbone, la valle dell’Oreto, la Villa Trabia e le tante ville e giardini storici del ‘700 – ‘800 etc.

-Inserire alcuni boschi nelle aree perimetrali della città assicurerà in tempi medio-lunghi un ritorno anche spontaneo ad una naturalizzazione del paesaggio.

-Creazione di centri educativi ambientali per la ricostruzione degli ecosistemi di ambienti ed habitat siciliani.

-Porre in relazione paesaggistica i vari manufatti e le emergenze attraverso l’inserimento di specie vegetazionali coerenti con la nostra storia agraria.

-Gli accessi principali come a parchi o riserve da zone a verde in generale dovranno essere facilmente individuabili attraverso la riproposizione di elementi connotanti sull’esempio degli antichi Caffè House.

-Valorizzare le testimonianze storiche del paesaggio. Ricostruire le trame tracciate attraverso le tracce dei siti di particolare pregio storico architettonico e paesaggistico.

Aree di sosta attrezzate potrebbero ad es.: esser collocate nei luoghi dei bagli nei cortili ed aree limitrofe.

-Creare dei percorsi guidati che partono dalle aree di sosta e di ritrovo.

-Alcune specie saranno utili a fare da tramite tra la macchia e l’agrumeto tra gli orti e gli attraversamenti carrabili oltre che tra i parchi e le riserve e le zone urbanizzate.

-Ripristinare un trenino leggero che potrebbe ad esempio essere riproposto sulla traccia della linea pedemontana e percorra la Conca d’Oro in un andamento che si dispone sulla stessa altimetria rispetto alle curve di livello.

Punti panoramicidel nostro territorio periurbano valorizzati con aree attrezzate.

-Far sì che la Conca d’Oro ritrovi e valorizzi in vario modo questa dimensione del rapporto con l’acqua ed anche la città il rapporto col mare.

-Far sì che l’agricoltura periurbanaabbia un ruolo di tutela ambientale ed uso del tempo libero da parte dei cittadini che vogliono ad esempio investire negli orti urbani o nei giardini condivisi determinando in tal modo la conservazione di aree verdi e ampi spazi di terreno che contribuiscono alla salubrità dell’aria e al benessere psicofisico.

-Incentivare l’assunzione di iniziative di fruizione alla cittadinanza (anche occasionale) da parte degli stessi proprietari dei terreni.

-Fornire ai cittadini un reale contatto con la cultura rurale unito alla quiete ed alle possibilità ricreative artistico-culturali derivanti dalla vicinanza di ambienti di particolare interesse naturale o paesaggistico o etnoantropologico.

Conca d’Oro: far rivivere il sistema agricolo della Conca d’Oro mediante la riproposizione ove possibile della coltivazione degli agrumi in particolare il mandarino tardivo di Ciaculli.

-I campi coltivati devono divenire individuabili, le sistemazioni dei campi faciliteranno l’ordinamento e la cura colturale.

-Realizzare la divisione in appezzamenti di forma regolare e valorizzare la rete storica di trazzere.

-Le chiusure o siepi di contorno delle numerose zone coltivate avranno un importanza biologica perché faciliteranno l’installarsi di biocenosi facendo da equilibratoriambientali.

-Creazione di Sentieri per l’equitazione in tutta l’area pedemontana è lungo la valle dell’Oreto fino a San Martino delle Scale, che verranno connotati dalle specie aromatiche.

-Potenziamento di Piste ciclabili e parcheggi per i quali si prevede l’uso di una pavimentazione carreggiabile erbosa.

-Riguardo alla fauna periurbana le nuove superfici (che provengono dal recupero di aree incolte e vuote ridotte spesso a discarica) verranno piantumate a boschetto saranno utili per il ricovero avi-fauna e fauna selvatica.

-Prevedere nuove aree a parco attrezzato che avranno una funzione polivalente e verranno adoperate come luogo di incontro e di riunione.

-I parchi verranno dotati di attrezzature sportive e spazi per concerti all’aperto e devono essere resi accessibili a tutte le categorie anziani disabili e famiglie.

-Le zone per le attrezzature sportive anche a fruizione extra urbana dovranno essere distinte e individuate visivamente da particolari alberature ad alto fusto.

-Per i nuovi boschi si prevede un impianto con funzione didattico dimostrativa (storia e cultura dell’olivo).

-Percorsi didattici:

-un percorso terra-acqua

-un percorso naturalistico

-un percorso delle ville della Piana dei Colli

-Individuare una maglia gerarchica di ordinamento dei percorsi che renderà fruibile l’antica viabilità agricola e i viali originari di accesso alle emergenze storico-architettoniche e paesaggistiche.

Vie di accesso principali alla città connotate da alberature a filare differenziata per offrire una propria connotazione ad ogni strada.

-Porre attenzione ai torrenti Gabriele Passo di Rigano e al sistema parco Fluviale dell’Oreto la cui presenza deve essere resa comprensibile dal comune cittadino.

-Tra le reti di sentieri da realizzare un lungo l’Oreto ripercorrerà i pochi mulini ancora esistenti per creare un museo della civiltà agricolo-pastorale.

-Attenzioneposta a tutte le scarpatesia dal punto di vista vegetazionale che dal punto di vista del suolo.

Piantumazioni di specie consolidanti per le scarpate e per i versanti dei torrenti e per consolidare uso anche di macchia e macchia foresta mediterranea mentre le scarpate che fanno da fondale ricoperte con specie erbacee a mutevole colorazione stagionale.

-Altrefasce vegetazionali, meglio a medio fusto, utili per fare da tramite tra macchia e agrumeto e tra gli orti e gli attraversamenti carrabili oltre che tra i parchi e le zone urbanizzate.

-Realizzazione di nuovi parcheggi ben mimetizzati in radure a macchia.

-Rendere fruibili con la loro ricchezza, e il valore scientifico e storico le collezioni di proprietà dell’Università.

-Un’attenzione particolare va posta all’assetto viario generale e alla viabilità di collegamento tra i vari settori distinti anche tattilmente inserendo delle pavimentazioni e/o relazionate al tipo di traffico.

-Un altro sistema da riproporre alla pubblica fruizione è la riserva reale di Francesco I di Borbone, il cui ingresso principale è individuato da i due Leoni attestantisi sul corso Calatafimi.

-Ampliare le occasioni di possibile fruizione del parco della Favorita o Real tenuta della Favorita e della riserva Naturale Orientata di Monte Pellegrino

Oltre che delle aree naturalistiche Riserva Naturale Orientata di Capo Gallo e lariserva marina di Capo Gallo che dovrà essere resa fruibile con accesso dal mare.

Il parco reale della Favorita dovrà vivere ed essere attivo 365 giorni su 365 e 24h su 24, mediante la creazione di aree attrezzate per attività ludiche e per la pratica sportiva – destinare alcune aree da attrezzare per le scampagnate palermitane (aree relax), controllate da personale addetto del comune – destinare alcune apposite aree dove poter realizzare strutture, facilmente rimovibili, per lo svago giovanile e la ristorazione (pub, ristoranti, ecc.) – ridisegnare un efficiente e reale sistema stradale costituito da una carreggiata per la percorrenza dei mezzi pubblici, rigorosamente elettrici (navette BluBus) – delle adeguate e specificatamente attrezzate piste ciclabili – e per quanto riguarda il transito veicolare privato si potranno proporre due soluzioni alternative. Una che prevede la chiusura totale ai mezzi privati, garantendo comunque il collegamento alla borgata di Mondello, tramite la realizzazione di strade alternative. La seconda permetterà l’ingresso dei mezzi privati che, comunque, non dovranno intralciare o arrecare fastidio alle attività svolte all’interno del Parco, mediante l’interramento nei punti in cui, strategicamente, servirà a non intralciare le attività ludico-ricreative dello stesso Parco. Resteranno i vincoli sul limite di velocità (30 km.) e il divieto assoluto di sorpasso.

Pertanto si prevede:

  • Ristrutturazione e riqualificazione del verde storico;
  • Percorsi didattici e storico-ambientali;
  • Realizzazione di aree a verde attrezzato;
  • Piste ciclabili;
  • Piste running;
  • Aree attrezzate per attività sportive;
  • Aree Relax;
  • Aree attrezzate per gli animali.

-Riserva Naturale Orientata di Capo Gallo

La riserva naturale di Capo Gallo dovrà essere resa fruibile e attraversabile mediante il collegamento pedonabile e ciclabile tra le borgate marinare di Sferracavallo e Mondello.

Pertanto si prevedono:

  • aree didattiche, percorsi naturalistico-ambientali ed archeologici (villaggio preistorico dell’età del bronzo);
  • piste ciclabili;
  • piste running;
  • aree Relax;
  • collegamento marittimo, tramite battelli, delle due borgate con attracchi su pontili galleggianti lungo la costa della riserva;
  • battelli per la fruizione dei fondali di Capo Gallo e Isola delle Femmine.
  1. Mare e sistema costiero (27 Km di litorale costiero) – Le strade del mare

Ridare il mare a Palermo e ai palermitani, mediante la ristrutturazione funzionale e strutturale degli attuali 8 approdi turistici e non (Sferracavallo, Mondello, Addaura, Arenella, Acquasanta-Villa Igea, Cala, Sant’Erasmo, Bandita), realizzandone di nuovi (Punta Barcarello e Punta Capo Gallo) – collegare, tramite piccoli battelli – l’intero litorale palermitano, realizzando le strade del mare per la rinascita turistico-commerciale delle antiche borgate marinare di Palermo e dei suoi monumenti del mare.

Tutto questo darebbe anche opportunità di lavoro sia pubblico che privato nei due settori del trasporto pubblico e di quello croceristico-turistico.

Difatti, oltre a ridare il mare ai palermitani, oltre a decongestionare il traffico cittadino sfruttando i “tram del mare”, sarà possibile vedere Palermo dal mare, ammirando lo splendido skyline e godendo al contempo della bellezza del suo vasto litorale fatto d’insenature e affascinanti approdi, nonché di esclusive architetture del mare (l’ex Arsenale Borbonico, l’ex deposito locomotive di Sant’Erasmo, la Torre del Rotolo, il Castello a mare, Villa Igea, il faro di Capo Gallo e il Semaforo di Monte Gallo conosciuto come il faro dell’Eremita).

Palermo è un capoluogo “galleggiante” che può offrire ai suoi abitanti e ai turisti in visita sensazioni strabilianti.

Si prevede l’impiego di battelli della capienza di 200 posti destinati sia alla cittadinanza che al turismo da crociera – questi battelli verrebbero gestiti dall’AMAT in collaborazione con imprese locali di navigazione che affitteranno i pontili per i loro battelli – salperebbero dai vari approdi facendo il giro lungo le coste della città: Sant’Erasmo e Bandita, Addaura Mondello e Sferracavallo per ammirare l’ex Deposito delle locomotive di Sant’Erasmo, il Castello a Mare, l’ex Arsenale Borbonico, il parco e la passeggiata a mare della Marina (Foro Italico), la Torre del Rotolo, il Faro di Capo Gallo e la sua riserva naturale, nonché la riserva marina di Capo Gallo e Isola delle Femmine.

Inoltre si potrebbe prevedere la riproposizione funzionale degli antichi stabilimenti balneari della costa sud-orientale (Bagni Italia e Virzì) ridando smalto e consistenza ai quartieri della Bandita, Acqua dei Corsari, Settecannoli e Sant’Erasmo.

  1. Edilizia pubblica e borgate

La Periferia – Progettare i Borghi cittadini (10 minuti a piedi)

Ridisegnare, ricostruire e urbanizzare con decoro architettonico e urbanistico la periferia della città.

L’obiettivo è di far diventare la periferia parte integrante attiva e funzionale della città e ogni “Borgo” dovrà essere bello e autosufficiente, dotato di tutti i servizi che ne facciano una città nella città.

Altro intento e quello di migliorare la qualità della vita della città, fare prevenzione più adeguat per allentare le tensioni sociali e diminuire la delinquenza. Pertanto, bisogna mescolare i ceti creando un borgo con edilizia residenziale per tutte le tasche, non soltanto alloggi da assegnare a proletari. Questi obiettivi attirerebbero capitali di imprenditori edili interessati a costruire e vendere nell’area, in accordo con le direttive fornite dal Comune.

Questi obiettivi si perseguono creando gruppi di lavoro in cui, oltre ad urbanisti, architetti ed ingegneri, ci siano sociologi, psicologi e altri esperti di scienze umane.

Un esempio tangibile e perseguibile è rappresentato dal “Progetto del nuovo Borgo S. Filippo Neri (ZEN 2), redatto dall’architetto urbanista Ettore Maria Mazzola per conto del Movimento NOI PER LO ZEN, di cui l’arch. Lomonte è stato promotore.

MOBILITÀ E SERVIZIO PUBBLICO

  1. AMAT e Servizio trasporto Pubblico

Potenziare i trasporti pubblici mediante l’incremento dei quasi 200 Bus, portandoli ad almeno 600, tutti alimentati elettricamente, come dovranno essere tutti i mezzi di trasporto utilizzati e a servizio del comune.

Questi mezzi saranno alimentati da batterie ai polimeri di litio-metallo (LMP) ad alta capacità di stoccaggio di energia, che hanno tempi di ricarica molto brevi. La stessa ricarica avviene automaticamente grazie ad un connettore telescopico, quando il mezzo si arresta alla fermata per far salire e scendere i passeggeri. I “BluBus” potranno avere dimensioni che vanno dai 6 ai 12 metri.

Questi “BluBus”, in maniera meno invasiva e distruttiva dei tram, si muoveranno liberamente senza bisogno di binari o cavi volanti.

  1. Completare e migliorare il Passante ferroviario metropolitano di Palermo

Passante ferroviario (Palermo Centrale- Aeroporto Punta Raisi)

Anello ferroviario (Palermo Notarbartolo-Giachery)

GRANDI OPERE PUBBLICHE

Per quanto attiene questa voce della pianificazione, queste rientrano in una analisi più approfondita che possa dare strutture importanti e necessarie allo sviluppo e al prestigio di Palermo come:

Palazzo dei congressi;

Museo delle arti Applicate e figurative;

Centro direzionale per l’ambiente e le nuove tecnologie ambientali;

Polo informatico

Accademia del Cinema, del teatro e della Musica;

Nuovo stadio di calcio del Palermo;

LAVORI PUBBLICI, TRASPORTI, VIABILITÀ E MOBILITÀ URBANA

Il programma della lista “Ciro Lomonte Sindaco” per la città di Palermo è quantomeno ambizioso, ma ben articolato e soprattutto realizzabile. Tale programma si fonda sullo studio del traffico cittadino e delle sue conseguenze, non limitatamente ad esso, ma al tessuto viario sul quale si insiste.

È innegabile che il problema si risolva con le seguenti linee d’azione:

  1. rendere le vie scorrevoli eliminando le strozzature e completandole;
  2. offrire ai cittadini una mobilità alternativa;
  3. gestire il traffico informando i cittadini;
  4. riduzione dello smog in città.

Analizziamo i singoli punti.

Rendere le vie scorrevoli eliminando le strozzature e completandole

In città abbiamo un tessuto viario incompleto e progettato male, tali problemi si risolvono immediatamente aprendo le strade che per l’incuria delle passate amministrazioni non sono state terminate. Si tratta di opere di facile ed immediata realizzazione, come ad esempio:

  1. completare la seconda carreggiata di Viale Strasburgo (direzione San Lorenzo) e quindi eliminare la strozzatura che lo lega a Via Lanza di Scalea;
  2. completare la pedemontana che permetterebbe d’avere un terzo accesso a Mondello, abbassando cosi il traffico nel parco della Favorita;
  3. rivedere tutte le rotonde realizzate dall’amministrazione comunale che sono progettate male; non si possono, avere strade a quatto corsie che si riducono della meta nelle rotonde, cosi si sono solo realizzati blocchi che poi noi cittadini dobbiamo solo subire;
  4. realizzare immediatamente il ponte sul fiume Oreto alla circonvallazione; chi conosce la città ed il suo traffico sa che le code per superarlo sono lunghe decine di chilometri soprattutto per chi la mattina deve entrare in città;
  5. completare la parallela a Via Basile, cosi da eliminare il traffico che entra in città dalla zona dell’Università / Ospedale dei Bambini;
  6. completare la viabilità con l’apertura delle strade attualmente chiuse intorno gli ospedali; non si può lasciare che il traffico blocchi gli accessi agli ospedali; la gente muore se non raggiunge i Pronto Soccorso, ed in questo caso non si tratta più mobilità cittadina, ma di necessità vitale del popolo che le amministrazioni precedenti hanno sempre ignorato negli ultimi 35 anni!
  7. eliminare il traffico nella zona intorno al porto, imponendo che l’Ente Porto accetti tutti i mezzi destinati agli imbarchi all’interno del porto;
  8. acquisire l’area delle Ferrovie di Via Sampolo, e costringere l’ente porto ad impiegarla come punto d’attesa dei mezzi destinati all’imbarco;
  9. realizzare degli ingressi alternativi in circonvallazione abbassare il traffico sugli assi d’accesso, come Corso Calatafimi e Via Lazio / Via Michelangelo;
  10. 10.realizzare lo svincolo dell’autostrada che conduce a Roccella ed al capolinea del tram; niente più ingorghi su via Giafar per chi deve entrare in città;
  11. 11.dotare i grandi parcheggi di collegamenti gratuiti e frequenti con il centro, ma anche di predisporre adeguata sorveglianza; in essi i cittadini lasciano beni costosi che il comune ha l’obbligo di tutelare, se vuole che il cittadino sentendosi sicuro lasci l’auto e prosegua con i mezzi pubblici;
  12. 12.realizzare una serie diffusa di parcheggi per biciclette sorvegliati e coperti individuati in locali al piano stradale; non si può sperare che il cittadino sia invogliato ad usare la bicicletta se non gli si dà la possibilità di tutelarsi contro furti e danneggiamenti.

Offrire ai cittadini una mobilità alternativa

È innegabile che si abbiano pochi e mal organizzati autobus in città e quindi nostro programma procedere come segue:

  1. integrare gli attuali autobus con mezzi a trazione elettrica od a metano, fino al totale rinnovamento del parco mezzi,
  2. realizzare ai capolinea ed alle fermate principali, sia dei tram che degli autobus delle stazioni accoglienti che invoglino il cittadino ad usare il mezzo pubblico; non possiamo attenderci che il cittadino usi con piacere, e quindi frequentemente il mezzo pubblico se poi lo lasciamo alla pioggia o sotto il sole ad attendere a fermate dove non esistono coperture, sedute, od anche ristoro con una semplice fontana d’acqua pubblica;
  3. installare a bordo degli autobus dei sistemi di posizionamento (GPS) i cui dati vengano disseminati tramite internet; il cittadino deve sapere dove si trova l’autobus che attende e quindi decidere e comunque sia essere informato;
  4. installare delle telecamere a bordo degli autobus che controllino il percorso e possano permettere immediatamente e con certezza alla Polizia Municipale d’erogare sanzioni a coloro i quali occupino, o sostino, sulle corsie preferenziali.

Gestire il traffico informando i cittadini

Ritenendo che il traffico sia frutto dell’informazione mancata al cittadino, con il nostro programma intendiamo dotare la città di telecamere, che collegate in rete permettano di conoscere in tempo reale lo stato del traffico e quindi di decidere di conseguenza.

Riduzione dello smog in città

Lo smog è solo la conseguenza di un sistema viario congestionato che noi, come già detto intendiamo risolvere aggiornando e completando il sistema viario, ma non solo. Intendiamo infatti dotare la città d’una serie di vere e proprie centraline, distribuite in modo uniforme e significativo, per raccogliere i dati sul traffico e sui contaminanti in modo serio e tecnicamente valido, per poi programmare il prossimo piano del traffico, come mai fatto in questa città.

FAMIGLIA, BENESSERE SOCIALE, SALUTE, WELFARE E IMMIGRAZIONE

Palermo registra due preoccupanti fenomeni: calo demografico ed emigrazione. Bisogna far ruotare diverse iniziative politiche attorno alla famiglia, in virtù del ruolo cruciale che essa gioca nello stato di salute economica della città e della nazione, di cui concorre a determinare di volta in volta prosperità o decrescita.

Le famiglie sono importantissime protagoniste del mercato: consumano continuamente beni e servizi tra i più disparati per sussistere, per metter al mondo i figli e per allevarli.

Le difficoltà in cui versano oggi le famiglie siciliane sono sotto gli occhi di tutti: esse sono sempre più povere, sempre di meno e con sempre meno figli. Tale situazione appesantisce ulteriormente la crisi economica dell’Isola: al calo della capacità economica corrisponde infatti una contrazione dei consumi, in un temibile circolo vizioso.

È possibile invertire la tendenza ripartendo da un potente investimento proprio sulle famiglie, tornando a guardarle come vera e propria risorsa economica e non come soggetto debole da difendere con occasionali interventi di tipo assistenzialista.

Urge, pertanto, programmare dei veri e propri investimenti spostando le risorse disponibili su interventi mirati a contrastare il calo demografico e a far uscire migliaia di famiglie dalla soglia di povertà: sostegni alle giovani coppie, incentivi alla creazione di posti di lavoro che diano stabilità e certezza, agevolazioni per le spese che riguardano la casa, l’istruzione, i prodotti per l’infanzia, la sanità, consumi domestici, una riorganizzazione del mondo del lavoro in vista di una conciliazione più serena con la vita domestica, una fiscalità che integri un principio di equità non solo verticale (paga di più chi guadagna di più), ma anche orizzontale (quante persone vivono di quel reddito che viene tassato?).

Mettere la famiglia al centro: anche così sarà possibile guadagnare una positiva ricaduta sull’intera vita economica di Palermo. Che sia una città a misura della famiglia, con le agevolazioni fiscali previste dalla legge. Un luogo dove sia possibile mettere al mondo tutti i figli che si vogliono, educarli nel migliore dei modi, usufruire di servizi di alta qualità, accompagnarli alla scelta del lavoro più congeniale alle loro attitudini, liberi dall’ossessione di emigrare.

Istituzione Assessorato alle Famiglia

Iniziative a sostegno/ascolto delle famiglie: Consulta delle famiglie; Assemblee cittadine; Incontri periodici con associazioni familiari; Favorire reti tra le associazioni familiari; Sostegno alle famiglie con componenti diversamente abili; Festival della Famiglia; Consulenza pedagogica per le famiglie; Adozione nazionale e internazionale; Affidamento familiare; Mediazione familiare; Prevenzione del disagio adolescenziale; prevenzione violenze intrafamiliari e supporto alle vittime.

Giovani coppie: Iniziative a sostegno della coppia e genitorialità; Promozione della natalità; Asili nido; “baby box”; Tutela donne lavoratrici; eliminazione delle disparità di genere; Promozione dell’allattamento materno; sostegno concreto alle famiglie numerose.

Politiche fiscali

Tariffe agevolate per le famiglie numerose: agevolazioni per la fruizione di servizi culturali/ricreativi/sportivi da parte di più membri dello stesso nucleo familiare.

Addizionale comunale e IRPEF in relazione al n. dei figli/familiari a carico/disabilità.

Tassazione rifiuti con criteri di equità, in relazione al reddito/n. componenti nucleo familiare (senza tener conto dei mq dell’appartamento).

Destinazione all’Assessorato in oggetto di una percentuale sulla totalità tributi riscossi. Ideazione del progetto “Adotta una famiglia”: destinare una parte dei fondi dello stesso assessorato al sostegno delle famiglie povere (in sinergia con le parrocchie, la Caritas e le altre associazioni sul territorio).

Servizi e formazione pubblica e organizzazione dei quartieri (coinvolgimento più attivo del terzo settore)

Apertura/chiusura degli uffici comunali compatibili con le esigenze delle famiglie

Servizio di biblioteca diffuso capillarmente sul territorio

Assegni per l’acquisto dei libri scolastici (certezza nei tempi di erogazione) oppure fornitura materiale necessario (libri, cancelleria, ecc.) alle scuole in relazione al numero degli iscritti (convenzioni con case editrici)

Spazi per l’aggregazione giovanile diffusi e privi di barriere architettoniche

Colonie estive “su misura” anche dei diversamente abili

Politiche sportive comunali finalizzate anche all’inclusione dei soggetti diversamente abili

Spazi ricreativi per la terza età

Parchi gioco con spazi per l’allattamento

Convenzioni con associazioni culturali e scuole musicali

Edilizia popolare

Rigenerazione delle periferie

Graduatorie trasparenti edilizia popolare

Salute

L’art.32 della Costituzione italiana sancisce la tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività.

È ora di metterci definitivamente alle spalle le logiche emergenziali e i provvedimenti irrazionali che hanno contraddistinto questi ultimi due anni, e cominciare ad occuparci realmente del benessere fisico e psichico di tutta la cittadinanza.

Il sindaco con il consiglio comunale è responsabile della salute della popolazione del suo territorio secondo le modalità del DLgs 502 della legge Regionale n.5/09 ed Il D.Lgs 299/99 (Decreto Bindi) che affida al sindaco poteri di programmazione, di controllo e di giudizio sull’operato dei Direttori Generali delle Aziende Sanitarie.

È compito quindi dell’Amministrazione Comunale identificare le cause che generano disagio e malattia e formare un piano di prevenzione per combatterle, tutelare la salute dei cittadini interagendo con le altre istituzioni preposte all’organizzazione del Sistema Sanitario riappropriandosi di un diritto/ dovere istituzionale.

Ad oggi nessuna amministrazione comunale di Palermo ha usato i poteri di cui dispone, atti a tutelare la salute e si è poco interessata all’organizzazione sanitaria come se il benessere dei cittadini non sia un obbiettivo prioritario del comune.

L’Amministrazione Comunale con a capo il sindaco e la giunta ha quindi, anche nel campo della sanità come in tutti gli altri, il compito di recepire le leggi governative e controllare che tramite le Aziende Sanitarie e le ASP nel territorio vengano tradotte sotto forma di servizi a tutti i cittadini , è l’importante anello della catena che si occupa di vigilare affinché le cure siano opportunamente erogate in modo uguale a tutti secondo le esigenze specifiche ed ha il compito di intervenire laddove ciò non avviene, creando convenzioni con ASP ed Aziende o professionisti per specifiche carenze individuate con un dialogo continuo con le associazioni dei volontari.

Siciliani Liberi, Palermo con Paragone e Popolo della Famiglia, per il Comune di Palermo, vogliono dare alla SALUTE la grande attenzione che merita, con una programmazione dal basso verso l’alto partendo dall’analisi dei bisogni fino al coordinamento di una rete per patologia che permetta al cittadino-paziente di essere sostenuto durante l’intero percorso di cura, al contrario del tipo di programmazione dall’alto verso il basso, dettato da necessità politiche, economiche e clientelari, permettendo così la conquista della FIDUCIA verso le istituzioni, che il cittadino palermitano ha perso e potendo manifestare quel senso di appartenenza, che gli consentirebbe di rendersi orgoglioso della Città che abita attraverso il sentirsi curato, invece che ignorato e sfruttato e di dare egli stesso più cura all’ambiente circostante e a chi lo circonda “Palermo sia fiera di Palermo”.

Ogni azione programmata per la città che riguardi il traffico, la mobilità, l’ambiente, il lavoro, la famiglia, la scuola, le modifiche urbanistiche, il verde cittadino, altro non ha come fine ultimo naturale, che il benessere del singolo e la sua salute e quindi la salute della collettività. L’amministrazione comunale può:

  • progettare ed implementare percorsi virtuosi di prevenzione;
  • ridurre la sofferenza dei pazienti affetti da patologie croniche, semplificando i percorsi di accesso alle cure e controllando che le liste d’attesa non diventino impossibili parcheggi di gente che soffre aspettando tempi inaccettabili per una società evoluta, come esempio basti pensare le file che sono costretti a fare i cittadini ed in particolare i più fragili come gli anziani o i più malati, che si sentono dire allo sportello del CUP che non è possibile prenotare una visita o un esame diagnostico o un ciclo di fisioterapia perché la lista è bloccata per la troppa richiesta; le soluzioni ci sono bisogna solo controllare che le leggi vengano applicate invece che disattese, il DL n.124/1998 all’art 3 comma 10 prescrive che i Direttori Generali disciplinino i tempi massimi intercorrenti tra la richiesta e l’erogazione delle prestazioni e che quando la prestazione è urgente e incompatibile con i tempi di attesa il malato si può imporre e chiedere che l’ospedale garantisca il servizio richiesto in intramoenia senza pagare.

Bisogna pensare progetti di salute specifici per i cittadini abitanti dell’area metropolitana di Palermo costruiti intorno alle necessità della famiglia e che rendano più serena la vita dei più deboli e meno fortunati socialmente.

La programmazione sanitaria di un’amministrazione comunale, avente a cuore il benessere dei cittadini comincia con l’analisi dei bisogni tramite sportelli di ascolto e numeri verdi a partire, inizialmente, dai quartieri più degradati e coinvolgendo le associazioni di volontari che hanno il compito di distribuire capillarmente le informazioni e raccogliere richieste di bisogni da trasferire all’Amministrazione Comunale, azioni aventi lo scopo di appianare i disagi rendendo più semplice l’accesso ai servizi ed aiutando il paziente a muoversi nella ormai diventata giungla del SSN, per eliminare quel senso comune di angoscia e frustrazione che stritola i cittadini nella morsa delle tasse da pagare sempre più elevate, che non coincide con la qualità dei servizi.

Il controllo dell’erogazione dei servizi per la salute presenti e di quelli da implementare per la futura area metropolitana (KM2 5.009,28 con una popolazione di 1.265.921 abitanti 82 comuni) la quinta città metropolitana italiana per popolazione e la terza per dimensione, si può ottenere con l’istituzione della consulta della città metropolitana di Palermo formata dai Sindaci, i Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere, i Direttori Generali dei Presidi e delle ASP, dai Presidenti delle associazioni di volontari ,avente lo scopo di coordinare la programmazione sanitaria.

Inoltre un’amministrazione innovativa come quella che proponiamo ha il dovere primario di tutelare e promuovere la SALUTE facendone una missione del Sindaco e del consiglio, con una visione strategica che includa il concetto di DINAMICO ed OLISTICO e che non prescinda dalla collaborazione con tutte le altre strutture coinvolte, Regione, ASL, AO, associazione di cittadini, deve promuovere stili di vita e lavoro salubri, deve occuparsi di diffondere una cultura che si opponga al consumismo sanitario che promuove la medicina governata da interessi economici, deve mettere a disposizione spazi e strutture per i cittadini, deve favorire l’integrazione tra la medicina di base ed i servizi.

Il concetto DINAMICO ed OLISTICO di salute è ben descritto nella conferenza internazionale della promozione della salute dell’OMS nella carta di Ottawa già nel 1986.

Si parla di CONCETTO DINAMICO perché lo stato di benessere è il risultato dell’EQUILIBRIO tra fattori di rischio (ambientali, genetici, individuali, comportamentali ecc.) e fattori SALUTOGENICI (fattori comportamentali, ambientali, libertà, indipendenza, autostima, relazioni interpersonali, coesione sociale). Nella carta di Ottawa prerequisiti dei fattori SALUTOGENICI sono:

  • La casa;
  • La scuola;
  • I trasporti;
  • La salubrità ambientale;
  • La cultura;
  • La sanità pubblica
  • L’assistenza sociale

Tutti Diritti che non possono dipendere dall’entità dei bilanci e che indicano come una buona amministrazione comunale deve lavorare in sinergia con scambi continui tra i diversi temi.

Si parla di CONCETTO OLISTICO come modello che si sostituisce all’assistenza sanitaria clinicizzata perché introduce il BENESSERE SPIRITUALE e si fa strada il concetto che collega la salute fisica al benessere dello spirito, della comunità e dell’ambiente, la salute dipende quindi anche dalla pace, dall’equità, dall’ecosostenibilità, dall’accesso alle risorse alimentari, dalla giustizia sociale.

Se considerassimo ogni singolo cittadino e gli stimoli ai quali viene sottoposto continuamente la salute è la lente attraverso cui osservare tutti i problemi.

In SINTESI le proposte per realizzare l’obbiettivo

  • Partendo dall’analisi dei bisogni

Proponiamo uno sportello di ascolto unico con lo scopo di aiutare il paziente a costruire in tempi brevi il suo percorso di cura;

  • Favorire l’indispensabile integrazione tra medicina di base, servizi delle strutture territoriali, Aziende Ospedaliere con la costituzione della consulta dell’area metropolitana di Palermo composta da Sindaco, Funzionario Regionale Sanità, Direttore Generale delle Aziende Sanitarie, rappresentanti dei medici di base e associazioni dei cittadini con il compito di organizzare e controllare che i servizi siano efficienti e sufficienti.

Individuato il metodo lo si può applicare a tutte le patologie fino a creare una rete in cui ogni percorso rappresenta il percorso del paziente affetto da patologie croniche reumatologiche, cardiologiche, metaboliche, neurologiche e neuropsichiatriche con tutte le disabilità, come lo spettro autistico, ADHD e quelle che via via emergeranno dall’analisi.

Il concetto di salute che vogliamo promuovere non è quello inteso solo come assenza di malattia ma è quel continuo equilibrio al quale tende il nostro organismo e che si può raggiungere allorché gli individui sviluppano e mobilitano al meglio le proprie risorse per soddisfare prerogative sia personali sia esterne, la salute è una concezione dinamica di equilibrio fondata sulla capacità del soggetto di interagire con l’ambiente in modo positivo pur nel continuo modificarsi della realtà circostante.

Dobbiamo immaginare il nostro corpo come la sede di un’officina chimica e meccanica che cerca con il suo incessante lavoro di mantenere l’equilibrio minacciato dall’alimentazione non corretta, dai pensieri negativi, dalle interazioni problematiche con i nostri simili, con gli animali e l’ambiente che determina un aumento o una riduzione di tale lavoro.

Dobbiamo educarci alla consapevolezza che ciò che introduciamo con il cibo, con i nostri pensieri, le nostre emozioni ed i nostri stili di vita determinano il nostro benessere.

Ecco l’organizzazione di un polo comunale di medicina integrata olistica che comprenda al suo interno percorsi di prevenzione e cura che si avvalgano della pratica sia della medicina allopatica che della medicina di altre scuole come l’ayurveda, l’omeopatia, fitoterapia, la nutrizione, lo yoga, il Reiki, prendendo ad esempio l’Ospedale di medicina integrata che si trova si trova in Toscana a Pitignano in provincia di Grosseto.

CULTURA, ARTE E MUSICA, SPETTACOLI, SPORT, GRANDI EVENTI

Palermo è una città con una millenaria storia, ricca di testimonianze remote e recenti del suo magnifico passato; una città che vive una profonda crisi economica e sociale, che sembra averle fatto smarrire la cognizione del suo valore, delle sue potenzialità, della sua stessa dignità di capitale europea e mediterranea. La sua impareggiabile bellezza, sebbene oltraggiata da piani regolatori profondamente sbagliati e dalla speculazione edilizia del cosiddetto sacco perpetrato nella seconda metà del novecento, rimane pur sempre il punto dal quale partire per il recupero della sua identità, della sua naturale propensione ad essere crocevia di civiltà, laboratorio culturale ed incubatore di nuove e affascinanti esperienze artistiche.

Palermo, capitale permanente di “Cultura”

La centralità della cultura quale fattore di sviluppo sociale ed economico va perseguita apportando i correttivi che consentano di coinvolgere in misura maggiore tutti i quartieri della città, con la finalità di rendere lo stesso fautore di sviluppo socioeconomico intenzionale attraverso una programmazione di lungo respiro, e rendendo permanente la collaborazione sinergica  tra le diverse istituzioni culturali della città metropolitana e le partecipazione di artisti e istituzioni culturali internazionali, in particolar modo con quelle dell’area mediterranea.

È indispensabile riuscire a rendere le istituzioni, gli eventi e le attività legate alla cultura e alle espressioni artistiche di vario genere un insieme in grado di essere ad un tempo motore della crescita culturale della città e, attraverso la partecipazione di tutti i soggetti e gli operatori interessati, parte di un sistema armonizzato di offerta turistica.  Intendiamo realizzare ciò attraverso la programmazione annuale finalizzata a meglio orientare i flussi turistici distribuendoli sempre più sull’intero anno e non soltanto sulle stagioni tipicamente dedicate alle vacanze.

Palermo vuole essere vera capitale della cultura alla guida di processi innovativi della creatività come l’istituzione di grandi poli mussali, di un museo delle Arti Figurative Contemporanee e di un Museo delle Arti Applicate. In questo ambito vogliamo creare il Festival Sicilia Jazz.

Gli interventi sul fronte dell’offerta culturale non esauriscono l’azione dell’amministrazione comunale guidata dai nostri eletti. Intendiamo agire affinché Palermo promuova i tantissimi talenti artistici che nei vari campi trovano difficoltà ad emergere ed affermarsi. A questo fine sarà creato un albo degli artisti palermitani per censire e selezionare i più meritevoli e favorire il loro percorso professionale attraverso una serie di agevolazioni che andranno dalla erogazione di borse di studio a facilitazioni e contributi per sostenere i costi di trasferte, SIAE, spazi espositivi e di esibizione. Ciò avrà tra l’altro, effetti positivi anche nella regolamentazione della cosiddetta “movida”, potendosi individuare regole e parametri di accreditamento sia dei locali che dei gruppi o dei singoli musicisti.

Palermo è una città di quartieri e la nostra lista intende favorire la nascita di siti culturali e la diffusione di eventi su tutto il territorio comunale, cercando di recuperare l’identità delle singole borgate e di promuovere tra i cittadini il senso di appartenenza e quindi la partecipazione alla vita della propria comunità. Questo approccio permette di superare gradualmente la separazione oggi fortemente sentita tra due anime e due sensibilità diverse, frutto di culture diverse, entrambe importanti e molto rappresentate. Uno degli strumenti che abbiamo individuato è quello di dare patrocinio del Comune alle numerose feste rionali e favorire la partecipazione e l’esibizione di esponenti delle tradizioni artistiche siciliane. Questo percorso trova la sua naturale finalizzazione nella partecipazione delle borgate, con contributi specifici ed in sana competizione tra loro, al festino di S. Rosalia.

Lo Sport

Particolare attenzione sarà data alle vicende della società calcistica palermitana, di cui il Comune dovrebbe favorire con il supporto infrastrutturale e di servizi il successo che merita, e salutando positivamente la presenza di investimenti internazionali.  Si può anche favorire la costituzione di una polisportiva, ad azionariato diffuso, al fine di gestire in modo diffuso la politica sportiva e del tempo libero della nostra Città, con un intervento comunale per i soggetti meno abbienti e diversamente abili. Palermo poi si deve fare sponsor e, nei limiti consentiti dal bilancio, finanziatrice della “Nazionale di Calcio” siciliana oggi ammessa al Conifa.

Tra gli investimenti, da realizzare in parte con il partenariato tra il Comune e la società calcistica di massima rilevanza per la città ricordiamo, come agenda per i prossimi anni:

  1. Stadio della Favorita da ricostruire, ma con minori costi, sul modello Wembley;
  2. la zona del Parco della Favorita degli ex 4 campi del Castelnuovo, dei campi Malvagno e del Piazzale dei Matrimoni, che verranno ricostruiti per realizzare un Villaggio sportivo all’interno del Parco compatibile con i vincoli vigenti;
  3. utilizzazione delle vicine Case Rocca per la realizzazione degli spogliatoi e di una foresteria per i giocatori e lo staff rosanero;
  4. utilizzazione di Villa Niscemi per la rappresentanza ed il Museo del club rosanero;
  5. realizzazione (dove Zamparini voleva fare il nuovo Stadio ed il Centro Commerciale) della Cittadella sportiva nel Fondo San Gabriele (limitrofo al San Filippo Neri e confiscato alla mafia) per la pratica di tutte le attività sportive (ciclismo, rugby, football americano, ecc.), del tempo libero, oltre ad attività culturali (teatro all’aperto) e sociali.

RIFIUTI, POLITICHE AMBIENTALI, MARE E VERDE PUBBLICO

Il programma di Siciliani Liberi, Con Paragone e Popolo della Famiglia, con riferimento alla gestione dei rifiuti nella città di Palermo, si sostanzia in primis nella presa d’atto della eterogenea e variegata normativa regionale, nazionale e comunitaria esistente in materia, mai attuata e regolarmente applicata. Infatti, la disciplina è ben regolamentata già sin dal 2006 con il famoso Testo unico in materia ambientale (TU – D. Lgs. n. 152 del 3.4.2006) che reca norme ben precise per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione dell’impatto ambientale (VIA), per la difesa del suolo, per la tutela delle acque dall’inquinamento, per la gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati, per la tutela dell’aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera, oltre a norme in materia risarcitoria contro i danni provocati all’ambiente.

Successivamente, a fronte dell’inosservanza di numerose Direttive comunitarie e della Legge Regionale Siciliana n. 9 dell’8/4/2010 si è assistito alla presenza di gestioni commissariali fallimentari (ex ATO, la fallita Amia Spa, oggi la Rap Spa) che hanno indotto gli addetti al settore ad emanare numerosissime Ordinanze contingibili ed urgenti con le quali si è fatto ricorso temporaneo ad una speciale forma di gestione dei rifiuti, a causa delle situazioni di eccezionale ed urgente necessità, ovvero di grave e concreto pericolo per la salute pubblica e dell’ambiente.

Il tutto con la recente creazione delle cosiddette Società di regolamentazione dei rifiuti (SRR) che dovrebbe provvedere alla realizzazione di nuove società ottimali di ambito (ARO – Aree Raccolta Ottimali) finalizzate alla gestione regolare della raccolta e del trattamento dei rifiuti.

Vogliamo chiaramente sostenere che, per l’assenza di politiche coerenti, sostenibili e, quindi, realizzabili, tutta questa sequenza di atti amministrativi, non è stata neanche lontanamente in grado di realizzare nella nostra Città l’unico obbiettivo vero che tenesse in debito conto il fine primario: la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente in generale.

Unico rimedio a tutto ciò è una urgentissima razionalizzazione dei servizi offerti alla Cittadinanza, unitamente alla consapevolezza che è indispensabile un serio, definitivo e risolutore cambio di rotta sui principi basilari della gestione dei rifiuti.

I soggetti politici che costituiscono la lista “Ciro Lomonte Sindaco” sostengono che sia superata qualunque soluzione al problema che voglia passare attraverso la falsa convinzione che i rifiuti possano essere considerati una risorsa. Per questo sosteniamo con forza il nostro NO agli inceneritori ed ai termo-valorizzatori e vogliamo superare il semplice concetto di raccolta differenziata che a Palermo si attesta su risultati irrisori.

Vogliamo quindi introdurre gradatamente le dieci pratiche riconosciute come idonee per applicare la strategia di “zero rifiuti”, la sola in grado di risolvere in termini definitivi il problema e contemporaneamente azzerare nel bilancio comunale le spese per la raccolta rifiuti, così come fatto in quei comuni che già adottano da alcuni anni questa strategia.

Affidare alle circoscrizioni tutte le politiche necessarie ad attuare il coinvolgimento dei cittadini nella fase di separazione dei rifiuti, per dare a tutti consapevolezza dell’importanza di queste buone pratiche.

Iniziare con l’introduzione di una tassazione differenziata, unico sistema che permette l’istituzione di una tariffa normalizzata che tenga conto dell’assioma del “meno rifiuti produci e meno paghi”, a partire da incentivi per chi riduce drasticamente la presenza degli imballi, ad esempio applicando sporte e contenitori riutilizzabili per il trasporto del materiale e la distribuzione alla spina di tutti quei prodotti liquidi o in polvere per cui è possibile questo tipo di vendita. Forte attenzione al rimpiazzo dei contenitori in plastica, con particolare attenzione all’uso dell’acqua potabile invece di quella in bottiglia.

Auspichiamo l’introduzione della possibilità, data ai Condomìni, di poter scaricare dalla propria dichiarazione dei redditi (il Modello 770, in qualità di sostituto di imposta) il costo, o una percentuale di esso, destinato al sostenimento del servizio di affidamento della raccolta alle Cooperative a tal uopo appositamente costituite, in modo da far emergere eventuali dazioni di danaro in nero data a privati che oggi si attrezzano a svolgere pure questo tipo di servizio.

Intendiamo agevolare la nascita e lo sviluppo delle attività che applicano la cosiddetta economia circolare, che naturalmente contribuisce alla riduzione dei rifiuti, in quanto indirizzata alla realizzazione di manufatti ecosostenibili progettati con lo scopo di facilitare le operazioni di riciclaggio, recupero, riuso e riparazione.

Distribuire sul territorio, principalmente in vicinanze di grandi aree con alto traffico di merci come i mercati cittadini ed i grandi centri commerciali, almeno una per circoscrizione, le isole ecologiche con sistemi autonomi di compostaggio che potrebbero fornire il fertilizzante da utilizzare anche per gli orti urbani.

Ciò detto rimane in ogni caso indispensabile ed obbligatorio l’ulteriore incremento dei controlli del territorio, ad opera della Polizia Municipale e delle altre Forze dell’Ordine, per la riduzione del fenomeno dell’abbandono incondizionato dei rifiuti, tanto ricorrente nella nostra Città.

Infine sosteniamo che per mettere in atto qualunque tipo di politica ambientale che non abbia come prioritaria la gestione clientelare delle partecipate, riteniamo necessario ideare un nuovo piano esecutivo di efficientamento della Rap Spa che tenga conto delle professionalità esistenti all’interno di tale realtà economica, un impegno a migliorare la flotta dei veicoli in dotazione, tramite l’acquisto di nuove spazzatrici e di piccoli furgoni deputati alla raccolta. È necessario migliorare ed ottimizzare il contratto di servizio stipulato tra il Comune e l’ente gestore e la corretta rivisitazione della responsabilizzazione del management, che deve essere in qualche modo spinto a porre attenzione ad una seria verifica e corretta trasparenza degli appalti esistenti. Riteniamo che, così come per tutte le aziende partecipate, debba considerarsi mandatorio inserire nei contratti clausole che consentano di applicare eventuali sanzioni nel caso di mancato rispetto delle indicazioni operative nel frattempo diramate.

PARTECIPAZIONE, DECENTRAMENTO, INNOVAZIONE

(PALERMO CAPITALE DELLA PARTECIPAZIONE)

Palermo è stata amministrata da giunte di vario tipo e con diverse sensibilità; esse non possono essere considerate uguali ma sicuramente nessuna di essa ha mai risolto completamente le istanze dei loro cittadini, per un semplice motivo: nessuno lo ha mai chiesto loro. Si fa un gran parlare di partecipazione e si confonde spesso il cittadino proclamandosi campioni della partecipazione per iniziative che in realtà rimangono relegate al gradino più basso del processo partecipativo. Si possono considerare 5 livelli di partecipazione in base al livello di interazione tra cittadini e amministrazione:

  • informare: l’amministrazione fornisce indicazioni su politiche o progetti che ha realizzato o che intende realizzare; la cittadinanza ha l’opportunità di ascoltare e di fare domande;
  • ascoltare: i cittadini possono fare richieste, segnalazioni o proposte all’amministrazione la quale ha l’obbligo di ascoltare e rispondere;
  • consultare: la cittadinanza è consultata su vari temi e ha l’opportunità di influenzare le decisioni, tramite le informazioni e le opinioni che fornisce;
  • costruire insieme: l’analisi dei problemi e l’elaborazione di soluzioni a tematiche di pubblico interesse sono realizzate congiuntamente da amministrazione e cittadinanza;
  • decidere insieme: le decisioni su tematiche di pubblico interesse sono prese a partire dalla volontà della collettività.

Per ognuno di questi livelli esistono buone pratiche ed esempi già sperimentati in tutto il mondo, per ciascuna di esse esiste un diverso grado di esperienza che permette un approccio scientifico e prudente. Bisogna infatti sapere cosa è utile lasciar decidere con un processo partecipativo e cosa è invece utile lasciare alle competenze dei tecnici, nessuno di noi del resto si farebbe operare da un calciatore professionista, fosse anche il proprio idolo, sceglieremmo certamente un bravo medico e ovviamente non potremmo considerare un bravo medico qualcuno che cerca di operarci senza nemmeno averci chiesto i sintomi della nostra malattia. Un bravo amministratore deve sapere cosa fare e come farlo ma i bisogni dei cittadini possono conoscerli approfonditamente soltanto i cittadini. Non bastano i programmi e le promesse elettorali, un sindaco che desidera uno sviluppo duraturo per la città si deve sempre porre il problema di come rendere ottimale l’impatto della propria azione diretta alle esigenze di tutti i cittadini.

La partecipazione è un patto tra amministrazione e cittadinanza e impegna l’amministrazione a costruire la fiducia e la cittadinanza a condividere le responsabilità. Le regole devono individuare in modo chiaro ed univoco:

  • obiettivi del processo (informazione, ascolto, concertazione, deliberazione, ecc);
  • modalità di svolgimento (modi e tempi);
  • ruoli dei diversi attori coinvolti (amministrazione e cittadini);
  • quali impegni assume l’amministrazione (tempi di risposta, livello del possibile accoglimento delle proposte, valore dei sondaggi, ecc.);
  • risultati attesi e modalità di restituzione degli stessi; le forme di tutela della privacy e dell’anonimato.

Siamo tutti sulla stessa barca ma remiamo spesso gli uni contro gli altri, mentre Palermo necessita di uno scatto di orgoglio che attraversi tutta la città e la società civile reclutando i migliori cittadini e le loro idee, confrontando le migliori competenze, per lavorare tutti insieme fuori dalle divisioni ideologiche e dalle logiche partitocratiche, per il bene comune. Se riusciamo ad unire gli sforzi dei cittadini, remando tutti nella stessa direzione, cambieremo per sempre il nostro futuro!

Per fare questo bisogna creare un sistema all’avanguardia per lo sviluppo della partecipazione in tutti i modi che hanno già dato frutto in varie parti del mondo:

  • bilancio partecipato, riservando ad esso almeno il 2% delle entrate dalla regione;
  • costituzione di diverse Consulte cittadine (Beni comunali, Urbanistica, Verde, Differenze di genere e pari opportunità, Trasparenza e partecipazione, Ambiente e Salute, Mobilità, Opere pubbliche e private);
  • progettazione urbana dal basso (Planning for Real), da applicare principalmente agli spazi più vicini alla vita quotidiana delle borgate e dei quartieri;
  • regolamento per la rigenerazione dei beni comuni e la loro gestione partecipata, per valorizzare parte dell’immenso patrimonio comunale ancora inutilizzato;
  • panchine circolari nei parchi e nelle piazze di Palermo per favorire la comunicazione spontanea dei cittadini;
  • palazzetto della Partecipazione (PaPà), con una gestione autonoma da parte delle associazioni aderenti e programmazione automatizzata via web;
  • rielaborazione dello Statuto Comunale per prevedere ed ampliare gli strumenti partecipativi e deliberativi a disposizione dei cittadini.

BILANCIO E FUNZIONE PUBBLICA

Bisogna dire che la struttura del bilancio comunale oggi vede tra le entrate essenzialmente i trasferimenti da Stato e Regione e i tributi pagati dai cittadini e, dal lato delle spese, molte spese correnti, quasi tutte relative al personale, e poche spese per investimenti o in conto capitale.

I trasferimenti dallo Stato sono calati drasticamente negli ultimi anni e tendono sostanzialmente all’azzeramento. Quelli dalla Regione sono statici con tendenza alla contrazione progressiva. I tributi sono già sparati ai massimi, insostenibili per la collettività.

Abbiamo bisogno di agire tanto dal lato delle entrate, quanto da quello delle spese.

È un discorso molto complesso, sul quale vanno prese decisioni a breve e a lungo termine, anche in considerazione della condizione di sostanziale dissesto che andremmo ad ereditare.

A lungo termine, la Questione finanziaria del Comune di Palermo si aggiusta alla Regione, dove si decidono le risorse finanziarie che toccano alla Regione.

A breve termine è necessaria una terapia d’urgenza.

Dal lato delle spese:

  • è necessario introdurre veramente e finalmente un controllo economico della gestione per eliminare ogni spesa inutile o spreco, senza inutili vessazioni ai dipendenti della pubblica amministrazione, finalità ultima è quella di determinare analiticamente il “costo” dei singoli servizi erogati alla cittadinanza;
  • è necessario introdurre una contabilità e un vero bilancio sociale per misurare l’efficacia dei servizi erogati (il grado di raggiungimento degli obiettivi programmati);
  • il turn over è rallentato per una sindacatura con un rapporto di 1 a 5 (tendenziale, con deroghe per le figure professionali assenti nella burocrazia comunale), con concorsi trasparenti per i nuovi posti messi a concorso (di cui, se ne hanno i requisiti, 1/3 riservato ai precari dell’amministrazione), e rimpiazzo degli altri 4/5, se ne hanno i requisiti professionali, con immissioni riservate ai precari, che devono andare progressivamente ad esaurimento;
  • riformulazione, con l’aiuto di società specializzate, della pianta organica di riferimento su basi realmente funzionali;
  • razionalizzazione del “gruppo Comune”, estendendo la programmazione finanziaria e amministrativa alle partecipate, ridotte all’essenziale;
  • Valorizzazione delle risorse umane, di cui si devono conoscere le reali competenze, per mezzo di significative quote di retribuzione accessoria legate alla produttività, attraverso contratti di 2° livello, NON DATI A PIOGGIA, ma sulla base di misurazioni oggettive delle performance;
  • Definizione, oltre alle funzioni municipali, di un ordine di priorità nelle spese correnti:
    • Legalità e vigilanza dei singoli quartieri;
    • Raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e tutela dell’ambiente;
    • Mobilità urbana;
    • Politiche della famiglia e sociali;
    • Decoro urbano, eventi e turismo;
    • Altre attività, con il “coraggio” di chiudere tutti quegli uffici o quei servizi che si reputano inessenziali.
  • Destinazione delle risorse che si vanno liberando alle spese in conto capitale, essenzialmente per la riqualificazione urbana e, per la parte restante, alla defiscalizzazione.

Dal lato delle entrate:

  • Compatibilmente con le risorse che si vanno liberando dal lato delle spese, riduzione generalizzata di tutte le imposte fino ai massimi possibili;
  • Partnership pubblico-privato per gli interventi di riqualificazione urbana;
  • Incremento delle entrate patrimoniali, attraverso un piano straordinario di valorizzazione dei beni culturali, le cui entrate commerciali, pro-quota, devono andare a incrementare le entrate del Comune di Palermo;
  • Ricostituzione di una società controllata per l’energia, con finalità specifica di costruzione, sui lastrici solari degli edifici urbani, di impianti di energia solare o di micro-pale eoliche, con la duplice finalità di rendere la città autosufficiente dal punto di vista energetico e capace di distribuire dividendi significativi al Comune di Palermo. Per la Costituzione si può utilizzare anche la quota di minoranza in Municipalgas, ormai privatizzata, che può essere dismessa.
  • Costruzione di una banca dati, consultabile da tutti i cittadini, per i ricorsi contro i malfunzionamenti della pubblica amministrazione, e istituzione di un commissario civico per la gestione di tutte le “lamentele” della cittadinanza.

POLITICHE PER GLI ANIMALI

È intenzione della lista “Ciro Lomonte Sindaco” dare orgoglio al cittadino palermitano dimostrando, anche nella gestione delle esigenze degli animali, particolare attenzione verso il mondo animale (“La grandezza di un popolo si misura giudicando il modo in cui tratta gli animali”. Gandhi). Immaginiamo che il comune di Palermo possa diventare punto di riferimento per il rispetto della dignità del mondo animale, individuando aree da dedicare specificatamente alla fruizione dei cani padronali nei giardini, nei parchi e promuovendo la possibilità di fruire delle aree costiere con spazi appositamente attrezzati.

Tale attenzione deve essere presente anche rispettando il legame animale d’affezione/uomo considerandoli parte della famiglia e considerando il rispetto per la memoria al momento della morte istituendo, promuovendo e/o incentivando la creazione di aree cimiteriali per i nostri amici a quattro zampe.

Nelle città moderne, sempre più si riscontra l’esigenza di una regolamentazione del rapporto tra uomini e animali domestici o selvatici che siano.

Queste esigenze nascono da una parte da una sempre più pressante richiesta di sicurezza sanitaria da garantire negli ambienti pubblici (strade, giardini, parchi, spiagge) e di un maggiore controllo e prevenzione delle conseguenze derivanti dalle aggressioni o morsicature ad opera di randagi e dall’altra della richiesta di valorizzazione delle tradizioni.

Parallelamente è inevitabile che con l’aumento della sensibilità verso il mondo animale aumenti la richiesta dei cittadini, di attenzione per quelle che sono le buone pratiche di gestione degli animali e del loro relativo benessere.

Le condizioni di accertamento e controllo del benessere animale sono per altro oggetto di specifiche normative nazionali e comunitarie.

A tal proposito è nostra intenzione meglio regolamentare il servizio delle carrozze turistiche e dell’attività degli “‘GNURI” con l’implementazione di apposite certificazioni che attestino il rispetto delle condizioni di benessere dell’animale, del conducente/detentore e del cittadino/turista che usufruisce del servizio.

La gestione delle carrozze turistiche va valorizzata per la funzione della peculiare e suggestiva fruizione turistica della città, nel rispetto della tradizione e nel rispetto del benessere animale.

Per tale motivo sarebbe nostra intenzione, in collaborazione con la categoria, individuare dei percorsi cittadini programmati da proporre al turista/utente offrendo delle brochure che descrivano i luoghi del percorso e ne riportino i cenni storici.

Inoltre per garantire un adeguato rispetto dell’utilizzo del cavallo, identificare delle aree di sosta attrezzate per il beveraggio, nebulizzatori ed eventuale foraggiamento, nonché delle strutture idonee ed esteticamente in linea con il contesto urbano, dove poter garantire riparo agli animali durante la sosta, nelle diverse condizioni climatiche e soprattutto durante i periodi estivi.

Un altro capitolo importante nella gestione comunale e quello rivolto alla gestione e controllo del randagismo.

Un fenomeno che, nonostante ormai la normativa sia in vigore da diversi anni, non ha trovato localmente adeguata soluzione.

Il fenomeno del randagismo si riesce a gestire se si adottano corrette politiche e campagne di sterilizzazione a partire da una scrupolosa gestione della anagrafe.

Il randagismo si può contrastare solo se si attivano e coinvolgono tutte le forze in campo evitando sovrapposizioni e conflitti di competenze.

È solo regolamentando e ottimizzando le risorse economiche e le strutture di cui dispone il comune e coinvolgendo associazioni di volontariato riconosciute, strutture veterinarie (pubbliche e private) distribuite sul territorio comunale da una parte e i cittadini dall’altra che si concorre alla soluzione.

Il Comune, ovviamente, è l’istituzione in prima linea nella lotta al randagismo sul proprio territorio, ma è una lotta vana se non inserite in un confronto su regole e metodiche con i comuni confinanti, l’intera Regione ed il Governo nazionale.

L’anagrafe ad esempio, gestita dalle ASP, è su base provinciale e le varie Regioni non hanno banche dati armonizzate fra loro, questo induce i Comuni a non avere uno strumento agile e funzionale.

Per la corretta gestione del randagismo (Progetto comunale per la lotta al randagismo), la gestione anagrafica dei soggetti è fondamentale, quindi è fondamentale che il Comune si faccia promotore di incontri con le istituzioni in campo per:

  1. Promuovere l’armonizzazione delle banche dati anagrafiche, Provinciali, Regionali e Nazionali;
  2. Istituire degli incontri almeno annuali nei quali valutare le azioni intraprese, verificare i risultati attesi e quelli realmente ottenuti, studiando le eventuali azioni correttive;
  3. Organizzare momenti di informazione e formazione dei cittadini, degli operatori impegnati a vario titolo al progetto (responsabili di strutture veterinarie pubbliche e private, rappresentanti di associazioni di volontariato riconosciute e coinvolte nel progetto, Polizia Municipale, operatori).

Il primo impegno per raggiungere l’obiettivo dovrà essere quello di individuare aree idonee per la realizzazione di un Canile sanitario nuovo e moderno (l’attuale è inadeguato per spazi, condizioni igieniche e per la sua collocazione nel tessuto cittadino) realizzare ricoveri idonei nel rispetto delle normative sul benessere animale e che dispongano di annesse aree di sgambatura. La ristrutturazione del vecchio Canile che il comune si appresta a realizzare, non potrà realizzare le condizioni per un Canile moderno ed efficiente. Realizzare una struttura Sanitaria e aree annesse belle e conformi alle strutture che si trovano in altre aree del territorio nazionale, non solo migliorerebbe la qualità della vita dei soggetti ricoverati, ma renderebbe stimolanti e gratificanti le attività degli operatori coinvolti.

Il Comune si dovrà fare promotore, anche attraverso apposite convenzioni, di coinvolgere nel raggiungimento degli obiettivi annuali:

  • I Servizi Veterinari Pubblici;
  • Le Strutture Veterinarie Private;
  • Le Associazioni di Volontariato Riconosciute;
  • Polizia Municipale;
  • Operatori.

Tali figure saranno impegnate ognuno per la sua competenza:

  • alla gestione ed implementazione dell’anagrafe;
  • nelle campagne di sterilizzazione sia dei randagi che dei cani e gatti padronali con appositi incentivi;
  • per i ricoveri o per lo stallo temporaneo dei randagi;
  • il controllo sul territorio.

Parte di tali attività già oggi vengono effettuate, ma va rivisto il sistema nel rispetto delle varie competenze. Oggi spesso fra le varie categorie vi sono conflittualità, mentre vanno create le condizioni perché il rapporto di collaborazione le elimini evitando che emergano episodi che offuscano la reputazione degli operatori e del servizio, spesso oggetto di inchieste giornalistiche, quando non giudiziarie.

Il comune di anno in anno dovrà aumentare il livello dei sistemi di controllo della popolazione canina da (1 controllo/anno ogni 6000 abitanti) nel rispetto della normativa vigente, fino a raggiungere un più efficace sistema di controllo (1 controllo/anno ogni 600 abitanti) realizzando ciò d’intesa con la Polizia Municipale, i Servizi Veterinari Pubblici e Privati e alla eventuale collaborazione di vigilanza volontaria formata e autorizzata.

Per favorire i controlli la Polizia Municipale dovrebbe individuare un nucleo specifico dotato di lettori microchip e formato per effettuare specifiche attività.

Il Comune dovrà favorire, attraverso sistemi formativi ed informativi e con incentivi economici, ove possibile, per campagne di sterilizzazione di cani e gatti padronali, prevedendo disincentivi per chi li detiene a scopo amatoriale.

È necessario inoltre, impiegare in modo più razionale, le risorse dedicate e destinate al randagismo, attivando incentivi e facilitazioni comunali a chi adotta cani e gatti presenti nelle strutture pubbliche e convenzionate.

Per una migliore gestione ed organizzazione delle attività per contrastare il randagismo e la gestione di ritrovamenti di animali di altra specie, è opportuno istituire un albo per censire le organizzazioni di volontariato, le attività commerciali e amatoriali, istituzioni pubbliche o aree pubbliche, pensioni per animali, aziende zootecniche, parchi o aziende faunistiche e privati che possano rendersi utili ad affrontare emergenze per il collocamento ed eventuale ricovero o stallo di animali rinvenuti o sequestrati nel territorio comunale e che necessitano di una temporanea collocazione in attesa della soluzione definitiva.

Favorire l’istituzione di eventi formativi, informativi ed eventualmente potenziando e conferendo competenze precise allo “Sportello per i diritti degli animali” con lo scopo principale di migliorare la relazione del rapporto uomo/cittadino e animali.

Lo Sportello oltre ad avere un ruolo informativo dovrà essere anche in grado di avere un compito educativo, avvalendosi di varie competenze, e dovrà essere in grado di offrire consigli di base sulla scelta del tipo di animale d’affezione da “adottare” (specie, razza, sesso, …), di indicare i pericoli più comuni, le eventuali potenzialità tossiche di piante e dei rischi nel contesto cittadino e quanto di utile per le informazioni di base della gestione di un animale d’affezione. Un cittadino ben informato riduce i problemi nella convivenza animale/uomo in ambiente urbano. Un altro ruolo che dovrebbe svolgere lo Sportello dovrebbe essere quello di introdurre una serie di iniziative che possano “educare” tutta la cittadinanza introducendo abitudini e metodi di riconoscimento di eventuali pericoli ad esempio con l’introduzione obbligatoria di segnali colorati (fiocchi) su collare, guinzagli o pettorina identificando cani docili, ansiosi o potenzialmente aggressivi.

Lo “Sportello per i diritti degli animali” dovrebbe avere al suo interno una figura che possa valutare le risorse impiegate durante l’anno, per il randagismo e per le attività di gestione della “fauna urbana” in generale, e destinare quelle eventualmente risparmiate, grazie ad una migliore gestione ed individuare di conseguenza altre attività da potenziare.

Fra i compiti dello Sportello vi sarà quello di preparare ed aggiornare il “Regolamento di Tutela della Fauna Urbana” sulla base dell’esperienza già consolidata di comuni che già lo applicano come quello di Bologna. Tale Regolamento:

  • definisce diritti e doveri e doveri ai fini di una corretta convivenza e tutela degli animali;
  • promuove e disciplina la tutela ed il benessere degli animali nel rispetto delle loro esigenze fisiologiche e comportamentali;
  • regola e attiva ciò che è necessario per un corretto rapporto fra l’uomo e l’animale nel rispetto delle reciproche esigenze, individuando i sistemi per una corretta convivenza dell’uomo e del suo animale e nel rispetto dei diritti animali/cittadino nel contesto urbano nell’ambito delle competenze comunali previste dalla legislazione vigente.

Altro impegno sarà quello di individuare aree dedicate e attrezzate nel rispetto del benessere animale e delle normative vigenti in materia, utilizzabili per manifestazioni nelle quali gli animali siano rispettati e che consentano una adeguata e corretta informazione/formazione per aumentare la sensibilità verso il mondo degli animali.